Sognando una spiaggia sotto un mite sole di Maggio

Nel lontano 1979 c’erano ancora le stagioni, ma delle quattro l’inverno era la più prepotente perché arrivava prima e poi non se ne voleva mai andare.

Era l’ultima settimana di Maggio e partivamo in viaggio di nozze su una vecchia Opel di quarta mano che aveva però un grande baule dove ci stava comoda la tenda e tutto il resto.

Dopo una tappa a Nogara a casa dei miei, imbocchiamo l’autostrada del Brennero e puntiamo dritto a Nord perché a Vittoria piace camminare in montagna, io invece ero un tipo di pianura, da camminata svelta nella nebbia, e non capivo perché faticare tanto in salita.

Era bello viaggiare tra le montagne della Valgardena, della val Pusteria e della val di Fiemme. Ma la giornata era al termine, i campeggi ancora chiusi e c’era neve dappertutto. Così, malgrado l’ottimismo dei ventenni e dopo aver chiesto il prezzo di una stanza d’albergo: decidemmo che il Trentino non faceva per noi e che era meglio andare al mare.

Dopo aver percorso tutta la val di Fiemme in discesa, intorno a mezzanotte, imboccavamo nuovamente l’autostrada del Brennero in direzione Sud (la stessa percorsa al mattino in direzione Nord).

Nel posteggio di un’Autogrill, in una notte fredda, sui sedili reclinabili di una vecchia Opel, sfiniti dopo 500 chilometri di strade di montagna, trascorremmo la nostra prima notte di nozze, sognando una spiaggia sotto un mite sole di Maggio.

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