Giochi pericolosi

Una persona a me molto cara abita in un condominio di città, di quelli che a livello del terreno c’è l’entrata delle scale, le colonne di cemento e un prato intorno. Arrivando non puoi non vedere una targa rossa che recita:

Sotto il portico e in giardino

E’ VIETATO:

1- giocare al pallone

2- circolare con biciclette e motorini

3- pattinare

4- ogni altro gioco pericoloso

Tutte le volte che vedo il cartello mi incuriosisce il punto numero 4, perché se lo scrittore voleva elencare in ordine di pericolosità, e il gioco del pallone è al primo posto: non riesco ad immaginare a quali altri giochi pericolosi voleva riferirsi.

Forse era più semplice elencare i giochi ammessi e scrivere ad esempio:

Sotto il portico e in giardino

E’AMMESSO.

1- Giocare a pari o dispari

2- Alle belle statuine

3- E’ vietato ogni altro gioco perché pericoloso

Sia come sia, leggere ogni volta il cartello mi ha fatto ricordare alcuni giochi di quand’ero piccolo. Ho così pensato di farne un personale elenco che potrei anche sottoporre all’amministratore del condominio per un autorevole giudizio.

n1- Carrettini stradali. Consistono in una tavola di legno con 3 cuscinetti di ferro come ruote: due dietro e una davanti collegata ad un manubrio a livello dell’asfalto che permette di guidare il mezzo.

Per giocare bisogna essere in due perché uno sta sul carretto a guidare e l’altro spinge. Però spingere è faticoso, allora si prende una corda, si lega un capo al carretto e uno alla bicicletta e si va molto più veloci, facendo attenzione a stare sul bordo della strada, non troppo a sinistra perché passano le auto, non troppo a destra per non andare nel fosso.

n.2 – Fucile ad elastici. Serve una stecca di legno lunga poco più di mezzo metro, delle mollette da stendere e degli elastici. Gli elastici migliori si facevano con le camere d’aria delle biciclette che allora erano di colore rosso mattone e molto elastiche, non come quelle di oggi che sono nere e una volta bucate non servono a niente. Quando la camera d’aria era stata rattoppata troppe volte, la tagliavo a rondelle di circa mezzo centimetro, legavo un anello all’altro fino ad avere l’elastico della lunghezza adatta.

Fissavo le mollette ad un capo della stecca e un numero uguale di chiodi in punta alla stecca, infine tendevo l’elastico tra il chiodo in punta e la molletta corrispondente. Premendo la molletta l’elastico parte verso il tuo bersaglio.

Naturalmente bisogna essere almeno in due o tre, se i tuoi amici hanno i pantaloni corti puoi provare la bontà della tua arma sulle gambe scoperte, aspettandoti ovviamente la stessa prova sulle tue.

Il gioco più eccitante era colpire i nidi di vespe in estate quando gli insetti sono in piena attività e piuttosto permalosi: se centri il nido con il tuo elastico e il nido cade a terra, allora devi scappare più veloce che puoi, perché le vespe ti inseguono e se ti raggiungono ti pungono.

n.3 – Tirare i sassi con la fionda. Cerca un ramo a forma di ipsilon, poi fissa sulla forcella due elastici di circa 30 centimetri. Fai due buchi ad un pezzetto di cuoio, che sarebbe l’alloggiamento del sasso, e fissalo ai due elastici.

Con una fionda ben fatta e un sasso giusto puoi colpire un bersaglio a 50 metri di distanza. Se non sei in aperta campagna, con una fionda puoi solo fare dei danni: rompere vetri alle finestre, ammaccare auto o qualunque altra superficie.

Ma anche in campagna puoi trovare ottimi bersagli come gli isolatori in vetro che si vedono sui pali della luce, che se colpiti, suonano inconfondibili come prova della tua mira.

n.4 – Arco e frecce. Con un bastone flessibile ed un cordino è piuttosto facile costruire l’arco. Per le frecce avevamo le canne palustri, leggere e diritte, ma non abbastanza dure in punta da piantarsi in un bersaglio. Allora staccavo da un vecchio ombrello le asticciole in ferro e le fissavo alla canna palustre facendole sporgere in punta, cosicché la freccia si piantava anche nel legno.

n.5 – Gioco della Lippa. Cerca un vecchio manico di scopa in legno e tagliane un pezzo di 50 centimetri: quello sarà la mazza o manico per colpire la lippa. Dallo stesso manico di scopa taglia un altro pezzo lungo circa 12 centimetri per ottenere la lippa (in dialetto veneto “scianco”), ora viene la parte un po’ difficile che consiste nell’appuntire, con un coltello o una raspa, le due punte della lippa.

Per vedere se la lippa è ben fatta la metti a terra e la colpisci sulla punta con la mazza: se la lippa gira e salta ad almeno un metro di altezza allora va bene.

Le squadre possono essere di uno, due o tre giocatori, anche per questo gioco serve molto spazio e niente vetri nelle vicinanze.

Per iniziare si tira a sorte quale squadra va alla battuta e quale alla ricezione. Per battere lanci in alto la lippa e la colpisci più forte che puoi mentre l’altra squadra sta di fronte e cerca di fermare o acchiappare la lippa al volo nel qual caso chi batte è eliminato.

Ma la battuta è veramente imprevedibile perché non è facile colpire la lippa che, se mancata, può cadere miseramente a terra ai piedi del battitore. Ora, se sei un giocatore pavido ti metti ad una certa distanza dal battitore per non ricevere la lippa in faccia, ma se hai coraggio e sei scaltro, ti piazzi di fronte a pochi metri dal battitore per agguantare la lippa al volo.

Comunque il più delle volte la lippa non la prendi al volo ma la vai a raccogliere dove si ferma e da lì la lanci alla base ai piedi del battitore, dove si trova la “mare” (madre o base). Il battitore difende la base e cercherà di ribatterla più lontano possibile.

Insomma, durante tutto il gioco la lippa sfreccia ad altezza d’uomo con le sue punte roteanti e devi fare attenzione a non prenderla in faccia.

Dopo attenta riflessione ho pensato che se fossi io l’amministratore del condominio riscriverei così il cartello rosso:

Sotto il portico e in giardino

E’ VIETATO:

1- Giocare ai videogiochi e con lo smartphone

2- Ogni altro gioco pericoloso del genere

3- Si consiglia il gioco della palla, la bicicletta, i pattini e ogni altro gioco di movimento

Ah, dimenticavo!

Per prudenza ometterei ogni riferimento ai miei giochi preferiti di allora.

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